Le fragole: curiosità e metodi di coltivazione
Le fragole: curiosità e metodi di coltivazione

Le fragole: curiosità e metodi di coltivazione

Le fragole sono considerate il frutto dell’amore, grazie alla loro forma che ricorda un cuore e al loro colore rosso, proprio come la passione. Ma non tutti conoscono la leggenda che spiega in modo fantasioso la nascita di questo dolce frutto. La storia narra infatti che le fragole non sono altro che le lacrime versate dalla Dea Venere quando scoprì che il suo amato Adone fu ucciso per gelosia. Nel punto preciso in cui pianse, spuntarono delle bellissime piantine selvatiche con dei frutti a forma di cuore, rappresentanti tutto l’amore che la Dea aveva provato nei confronti del suo prediletto.

D’altronde le piantine delle fragole sono eleganti e bellissime, in tutte le fasi della crescita, e non è difficile immaginarle al cospetto della divinità Venere, associata all’eros e alla bellezza! Detto questo, Maggio e giugno sono i mesi per eccellenza delle fragole: vediamo allora insieme come prendercene cura!

.

Le fragole sono dei falsi frutti: ma cosa significa?

.

I falsi frutti sono chiamati in questo modo perché non sono del tutto derivanti dallo sviluppo dell’ovario, ma hanno origine soprattutto dal ricettacolo fiorale, che è l’ingrossamento verde alla base del fiore. Nel caso delle fragole, ciò che mangiamo e crediamo il frutto in verità non lo è affatto, ma lo sono invece i semini gialli disseminati sulla sua superficie. Un frutto, quindi, per essere considerato “vero”, non deve comprendere la partecipazione di altri parti del fiore, e derivare solo ed esclusivamente dalla trasformazione dell’ovario.

.

.

.

Come coltivare le fragole

.

Le fragole hanno un sistema di moltiplicazione molto originale, che non capita di vedere tutti i giorni. La loro caratteristica principale sta proprio nel fatto che per riprodursi allungano dei bracci, gli stoloni, che usano per intrufolarsi nel primo punto libero in cui trovano del terreno, e molto spesso invadendo lo spazio della piantina accanto a loro. Ciò accade dal momento che le fragole sono comunemente coltivate usando il telo pacciamante, che serve per limitare le infestanti, e così il primo spiraglio utile di terreno si trova proprio nei buchi dove crescono le altre piantine, e non è raro quindi vedere i lunghi stoloni infilati qua e là in un gazzabuglio da far girare la testa! Di fatto, una volta che il “braccio” tocca terra, in quel punto nascerà una nuova piantina, un vero e proprio clone della pianta madre!

Per questo è necessario ogni anno trapiantare in autunno (alcuni lo fanno in primavera, ma personalmente lo sconsiglio: il periodo migliore è assolutamente settembre-ottobre) le piante, spostandole di posto. Ammetto però che io mi trovo benissimo facendole girare sempre nello stesso spazio, spostandole solo di pochi metri, per poi ricominciando da capo ogni volta. Non ho mai avuto problemi, merito forse del terreno, fatto sta che ho provato anche a sperimentare, lasciando delle parti di appezzamento senza fare il trapianto, e devo dire che anche in quel caso non ho avuto problemi. Quindi se vedete che le piante rispondono bene, oserei dire che un paio di anni nello stesso punto (non di più, non esageriamo) possano andare bene!

.

.

.

Sicuramente rimane il fatto che in primavera bisogna occuparsi di loro, togliendo le foglie secche, staccando (e trapiantando altrove) le piante in eccesso e sostituendo invece quelle poco sane. Una cosa è certa: non c’è bisogno di comprarle! Le fragole si riproducono in maniera esponenziale, dando vita davvero a un sacco di prole, utile di anno in anno per rinnovare la coltura! L’importante è che siano posizionate in una zona soleggiata, perché è proprio grazie al sole se questi frutti solo dolci, ed è colpa invece della troppa acqua se risultano insapori.

Per godere però a pieno del gusto, se non avete la possibilità di coltivarle, vi consiglio di procurarvele dalle piccole e medie aziende italiane, che le raccolgono quando sono mature al punto giusto e saranno sempre più gustose di quelle “industriali”, che magari provengono pure dall’estero! E la concimazione? Prima di trapiantarle è bene che il terreno sia ricco si sostanza organica, come ve ne ho parlato nell’articolo precedente che trovate qua: La sostanza organica: perché è necessaria in un terreno?. Per fortuna avere il telo pacciamante aiuta molto il terreno, che in questo modo non solo non disperde l’acqua, ma evita il dilavamento degli elementi più importanti! E la produzione? Alcune varietà arrivano anche a produrre un chilo di fragole per piantina!

.

Non solo le coltivazioni classiche!

.

Vi ho parlato del metodo classico con cui si coltivano le fragole, che è quello che utilizzo anche io, ma è molto in voga anche la coltivazione in serra idroponica, un metodo che vede le radici della pianta fuori dal suolo, che viene sostituito dall’acqua e dai liquidi colturali che le apportano le sostanze nutritive necessarie, il tutto in un substrato inerte, ovvero un substrato che non contiene nulla di nutritivo (appunto, è inerte) e si può anche recuperare per altri cicli di coltura. I substrati possono essere sacchi di fibra di cocco (utilizzati molto nelle fragole), oppure in generale argilla espansa, cubi organici, lana di roccia, eccetera, il tutto ovviamente condito da continui cicli di innaffiature. È anche possibile non utilizzarli e coltivare la pianta direttamente a immersione. Grazie a questi sistemi si può produrre tantissimo, in spazi pressoché ristretti.

.

.

.

Insomma, viva le fragole, che sono anche piene di vitamina C e flavonoidi!

.

Alla prossima,

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 30 Aprile 2020