Le ciliegie, frutti sorprendenti e pieni di vita!
Le ciliegie, frutti sorprendenti e pieni di vita!

Le ciliegie, frutti sorprendenti e pieni di vita!

Attorno alle piante del ciliegio aleggiano diverse leggende, e quella più curiosa viene sicuramente dai giapponesi. Se infatti noi siamo abituati a vedere i ciliegi rivestirsi in primavera di bianco, in Giappone queste piante, dette Sakura, hanno i fiori rosa, e per un motivo ben preciso. È credenza, infatti, che il ciliegio sia un albero sacro, fonte di vita e morte, in un intreccio tutt’altro che scontato. La storia più famosa narra che un tempo i fiori fossero bianchi, ma che cambiarono colore quando l’Imperatore decise di far seppellire i samurai morti in battaglia proprio sotto a queste piante, e che le radici siano entrate così in sintonia con la scelta, da assorbire ciò che rimaneva dei corpi, arrossando i fiori.

È una leggenda interessante, ma ci apre gli occhi sulla sostanziale differenza fra i ciliegi nostrani e quelli nipponici: i primi producono frutti, mentre i secondi, se non in casi eccezionali, sono solo puramente ornamentali. Anche in Italia, però, vi è qualche aneddoto che riguarda proprio questa pianta: si dice infatti che dichiarare il proprio amore sotto a un ciliegio crei un legame così profondo che la storia sarà poi destinata a essere eterna! Un potenziale posto per chiedere la mano, non credete anche voi?

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ciliegi giapponesi in fiore
Ecco un’affascinate veduta di ciliegi giapponesi.

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La differenza fra ciliegie e amarene

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Messi a confronto, i due frutti non sono molto diversi, sennonché l’amarena è più rotondeggiante, e di un un rosso corallo e, a parità di maturità, si presenta più morbida e succosa, ma anche più grande. Il gusto tra i due, invece, è di gran lunga differente: se la ciliegia è dolce, l’amarena è acida, e non è un caso che la pianta venga chiamata proprio “ciliegio acido”, e le amarene vengano consumate soprattutto sotto forma di sciroppi, frutta candita e confetture, perché il frutto così morbido e grassottello ben si presta per queste lavorazioni.

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A sinistra un’amarena, a destra una comune ciliegia: la differenza si percepisce molto al tatto, la prima infatti ha una polpa molto succosa, e risulta quindi morbida. La seconda invece è piuttosto soda.

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I benefici delle ciliegie

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Le ciliegie sono considerate antinfiammatorie, e fonte di vitamina A e C, eppure non è il fatto più interessante, perché questo frutto, più di altri, è un toccasana per il corpo e la mente! Se infatti siamo abituati al fatto che frutta e verdura facciano bene, la ciliegia ha addirittura una marcia in più, perché riesce a ridurre il dolore muscolare, la pressione arteriosa e addirittura i sintomi dell’artrite. Eppure, ancora, non è finita. Il suo potere antiossidante è sorprendente, tanto che degli studi hanno dimostrato che le ciliegie riescono a frenare lo sviluppo delle cellule maligne del cancro nel colon, oltre a contrastare i radicali liberi, proprio come il tè verde. Sono inoltre delle vere e proprie miniere di potassio: vi immaginate il potenziale che potrebbe venirne fuori, se consumate regolarmente quando disponibili?

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Ciliegie a Natale! Perché no?

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Se noi siamo abituati a raccogliere le ciliegie verso la fine di maggio, in Australia questi frutti sono considerati estremamente natalizi, perché la loro raccolta avviene esattamente a dicembre. Non è magia, semplicemente, l’Australia, facendo parte dell’emisfero meridionale, si ritrova con le stagioni opposte alle nostre, e hanno il picco di caldo proprio tra dicembre e febbraio. È del tutto naturale, ma è estremamente strano immaginare la fioritura delle piante quando noi indossiamo cappotti e sciarpe!

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La pianta di ciliegia

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Come è noto, il legno del ciliegio è abbastanza pregiato da essere spesso utilizzato per la creazione di mobili, e la sua caratteristica è che non solo ha un aspetto delizioso, ma offre anche delle magnifiche sfumature rosse, molto caratteristiche. C’è da dire, però, che la pianta in sé non ama molto le potature, tanto che bisogna toccarla poco, e cercare di farle prendere una forma appropriata, in modo che i tagli siano contati. L’importante, in queste piante, è di non dimenticarsi di applicare il mastice nelle ferite, perché la loro delicatezza è ben conosciuta.

Un motivo, infatti, per cui hanno un costo più elevato rispetto ad altri frutti, è che oltre ad essere sensibili, soffrono molto il mal tempo: una bufera di vento potrebbe distruggere un intero raccolto, a causa del fragile ancoraggio dei frutti stessi, per non parlare della grandine! Per proteggere il loro tronco tutti gli anni prima della fioritura metto la calce (ve ne ho parlato qui: la calce sui tronchi: tutti i vantaggi!), e sia in autunno, quando cadono le foglie, che in primavera, prima dei fiori, faccio un trattamento con un insetticida (io uso il Decis Evo) unito al fungicida (il solfato di rame). Quando invece compaiono i frutti ma non sono ancora rossi, vado con l’insetticida per la mosca della frutta, per evitare il verme dentro alle ciliegie!

Detto questo, in generale i ciliegi possono essere autofertili, e quindi auto sufficienti per quanto riguarda l’impollinazione, e senza bisogno degli insetti per fruttificare, oppure possono essere autosterili, e quindi bisognosi di essere circondati da altre piante per essere impollinati dagli insetti (o dal vento).

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In conclusione, ci troviamo davanti a un frutto gustosissimo e dalle mille proprietà, e a una pianta elegante e bellissima, che va curata con pazienza e passione!

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Alla prossima,

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 29 Maggio 2020