La correlazione tra clima e piante da frutto
La correlazione tra clima e piante da frutto

La correlazione tra clima e piante da frutto

Il susseguirsi delle stagioni, delle temperature e del clima sono altamente intrinsecate all’agricoltura, a tal punto che si può parlare di un’unione quasi matrimoniale! A parte gli scherzi, l’andamento del tempo provoca modificazioni nelle colture, stimola o meno lo sviluppo delle piante ed è in grado anche di distruggere interi raccolti. È quindi importantissimo “andare d’accordo” con la parte non governabile e variabile della natura, anche se è impossibile stare un passo avanti, ma ci si può solo mettere di impegno nel sfruttare meteo e fasi lunari se, per esempio, si deve seminare qualcosa, anche se si può far ben poco per le piante “fisse”, se non aiutarle con interventi contro muffe e batteri che si formano con una certa umidità e instabilità climatica.

Se per esempio nelle serre possiamo controllare noi ogni aspetto, come temperatura, umidità, esposizione solare, eccetera, all’aperto le cose cambiano, e alla grande! Ma come?

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Caldo improvviso

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Il caldo di questi giorni mi ha ispirato per scrivere questo articolo. Abbiamo avuto un fine febbraio con temperature alte e ho notato che le mie piante hanno iniziato a risvegliarsi. Ma non solo: ho già intravisto delle api, e la cosa mi ha un po’ preoccupata. Questi sbalzi di temperatura sono l’ideale per mandare in tilt le piante e i suoi aiutanti insetti, e dato che chiunque possieda un frutteto avrà già vissuto sulla pelle gli effetti delle avversità climatiche sulle colture, voglio analizzare meglio le conseguenze e le cause di questa sinergia così profonda tra il clima e il mondo vegetale!

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Le temperature e il clima

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Partiamo dalle temperature: ai fini del metabolismo dei vegetali la differenza tra temperatura diurna e notturna ha un impatto molto notevole. Se durante le ore di luce si ha la fotosintesi, la respirazione e lo sviluppo, di notte si aggiunge la traslocazione (ovvero il trasporto in tutte le parti della pianta della linfa elaborata), e tutto si basa sulla resistenza termica che la pianta ha, e quindi i limiti dei suoi massimi e minimi a cui può vivere. Vi ho detto questo per collegarmi al discorso di prima. Se in questi giorni si è visto un clima molto primaverile, significa che le piante da frutto lo hanno sentito quanto noi, e quindi hanno iniziato a risvegliarsi.

Il problema è quindi il sopraggiungere di temperature più basse, che andranno a distruggere germogli e boccioli là dove hanno iniziato a svilupparsi.

Mi era capitato infatti l’anno scorso con un albicocco: ha fatto una fioritura decisamente anticipata, che poi è andata a finire in nulla perché il gelo ha rovinato i fiori e di conseguenza la produzione è stata pari a zero. Le temperature troppo fredde rischiano quindi di compromettere sia i frutticini che le gemme, ma anche di danneggiare tutti quegli insetti trasportatori di polline che risvegliatosi non hanno nulla di cui nutrirsi. Già, perché se il clima caldo dà, come dire, il segnale del risveglio, in sostanza di fiori ancora non ce ne sono o sono caduti in fretta, ed è quindi difficile procurarsi cibo. In più l’abbassarsi repentino di gradi porta le api alla morte: un circolo vizioso abbastanza distruttivo.

Una perdita non da poco, se si calcola con quanta fatica si mantiene un frutteto in salute! Ma non sono solo le temperature a giocare brutti scherzi. Anche il vento è pericoloso quando la pianta ha già su tutti i fiori, perché rischierete di ritrovarvi senza neppure un frutto data la prosperosa caduta. E la pioggia? Se troppo abbondante e forte ha praticamente lo stesso effetto del vento.

Consigli? Semplicemente bisogna tener conto del clima e di tutte le sue implicazioni in un frutteto, e sapere quindi che lo sviluppo di una pianta è legato a tanti fattori ambientali, poco governabili da noi umani, se non nella scelta di specie resistenti e adatte all’ambiente in cui le andiamo a coltivare. Sembra una cosa da poco, e invece l’avere piante con una marcia in più fa la differenza, nonostante poi sia il clima ad avere sempre l’ultima parola!

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A presto!!

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 6 Marzo 2021