Il pomodoro, una pianta dalle mille sfaccettature
Il pomodoro, una pianta dalle mille sfaccettature

Il pomodoro, una pianta dalle mille sfaccettature

Chi ha un orto o un azienda agricola lo sa bene: è l’ora di trapiantare i pomodori! Il detto dice “aprile dolce dormire”, ma non tiene decisamente conto della grande attività e di tutti i lavoro agricoli che si svolgono nei mesi primaverili nei campi. Aprile e fine maggio sono i mesi propizi per piantare la varietà di pomodoro che più ci aggrada, in base ai nostri gusti (nel caso di una piantagione personale) o alle richieste di mercato (nel caso dell’industria). Chi non è esperto rimarrà stupito nello scoprire che il pomodoro non è una verdura, bensì un frutto! Questo ortaggio a frutto offre tanti spunti, ed è sicuramente una pianta piena di fascino: scopriamo insieme le sue caratteristiche principiali!

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Che pianta di pomodoro scegliere?


Dipende molto dall’uso. Se infatti per le insalate si andrà a scegliere un prodotto finale di una certa dimensione, come ad esempio la varietà cuore di bue o Montecarlo, per citarne due famosissime, per le salse si useranno invece le varietà che hanno la tipica forma piriforme, quindi letteralmente a pera. Ma questi sono più che altro ragionamenti industriali, perché in verità tutti i pomodori si prestano bene, in modo casalingo, a qualsiasi uso, come i particolari e dal gusto intenso ciliegini gialli o rossi, che si sviluppano in grappoli e sono fantastici anche al forno oltre che in insalata.

Le piante di pomodoro hanno poi un profumo molto intenso, tipico di questi ortaggi: basta avvicinarsi anche solo a una foglia e sfregarla per sentire il loro inconfondibile aroma! La raccolta si svolge di solito da luglio a fine settembre, ma anche a ottobre. Se tutto va bene la produzione sarà continuativa, ovvero una volta raccolti tutti i frutti, la pianta continuerà a darci dentro e produrre fino a esaurimento del ciclo produttivo. In generale, è buona regola scegliere comunque varietà resistenti in base al clima, in modo anche di evitare interventi troppo aggressivi con i trattamenti. Prendere una pianta già di per sé forte e adatta al terreno è sicuramente la scelta migliore!

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Le femminelle, una questione di potatura!

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La sfemminellatura, o, nel gergo comune, la rimozione dei “figli”, è una pratica molto utilizzata che ha fatto capitolare anche me, e che quindi utilizzo stagionalmente per i miei pomodori. Togliere infatti alcuni rami della pianta serve perché la stessa non perda energia, e per far sì che non si riempa di ramificazioni inutili e poco produttive, che portano solo delle foglie. Le femminelle si riconoscono perché sono quei rametti che si formano fra gli angoli dei rami più importanti, oppure alla base. Si possono togliere a mano, senza bisogno di forbici, perché sono parti tenere della pianta e si sviluppano quando ormai il pomodoro ha tutte le sue ramificazioni ormai cresciute.

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La salute dei pomodori e le malattie: di cosa dobbiamo preoccuparci?

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Solitamente i pomodori sono piante molto resistenti, che non hanno bisogno di trattamenti. L’importante per la loro salute è che siano messe in pieno sole. Trattandosi infatti di solanacee, hanno proprio bisogno di temperature alte, anche se però soffrono dei colpi di caldo, e per sviare a ciò è sufficiente mettere una copertura a rete, che le proteggerà anche in caso di grandine. Un altro accorgimento è quello di innaffiare molto le piante durante i periodi di siccità, senza cadere però vittima del marciume radicale: bisogna semplicemente sapersi dosare. Inoltre i pomodori hanno bisogno di sostegno, e quindi mettere dei paletti per ogni pianta, e legarla mano a mano che cresce, è un’operazione essenziale.

Le principali avversità sono sicuramente la nottua gialla e la dorifora, che attaccano fiori e foglie, ma in generale i pericoli più incombenti sono rappresentati da tutte quelle larve che vanno matte per il pomodoro. Per combatterle si possono utilizzare le trappole biologiche, e di certo non bisogna mai mettere i pomodori per un anno consecutivo nello stesso posto, essendo piante da rinnovo. Sicuramente un continuo monitoraggio delle colture e l’uso di piante forti è un ulteriore grande aiuto per arginare il problema delle larve.

Tra le malattie fungine più famose ci possono essere invece l’alternariosi, che causa lesioni sulle foglie, la peronospora, ovvero le macchie marroni sulle foglie, il mal bianco, cioè l’imbiancamento delle foglie, e la muffa grigia, che come si può intuire, causa delle lesioni in cui si va poi a formare della muffa. Per tutti questi problemi si può sempre utilizzare il verderame, seguendo con attenzioni le dosi e i periodi (mai quando ci sono i fiori!), senza esagerare!

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Alla prossima,

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 16 Aprile 2020