Il pero: una pianta particolare, tutta da coltivare!
Il pero: una pianta particolare, tutta da coltivare!

Il pero: una pianta particolare, tutta da coltivare!

La pera, più che essere un frutto, è un pomo (fa infatti parte delle pomacee), ed è il torsolo ad essere il vero e proprio frutto, proprio la parte che comunemente non mangiamo. In molte culture questo frutto è considerato un simbolo positivo e puro, e in fatto di benessere il pero è una miniera di energia grazie alle tante vitamine, all’abbondanza di potassio e alle fibre.

Se nel settecento questi frutti venivano cotti, zuccherati e infilati su un bastoncino per essere poi acquistati nelle bancarelle lungo le vie e consumati come dolce da passeggio, ora sono tantissime le ricette in cui li vedono protagonisti in tutta la loro dolcezza! A tal proposito, quest’anno, io e altri “detentori” delle piante di pero, abbiamo scherzosamente battezzato il 2020 come l’anno della pera, a causa della inusuale quanto mai sperata perfezione del raccolto. Sarà “colpa” del clima, sarà tutto un insieme di fattori, ma per una volta tanto questi frutti ci stanno dando più soddisfazioni del solito. Se anche voi, quindi, amate i peri, non potete perdervi questo articolo!

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Le varietà di pero: dalle più comuni alle più strane!

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Esistono tante varietà di pere, e le più conosciute sono soprattutto la William e l’Abate Fétel, ma c’è ne una in particolare, la Nashi, che è di una bontà assurda. Detta anche pero giapponese, la conoscono in pochi, ma ho la fortuna di averne qualche esemplare nell’orto. Dalla forma tondeggiante, ha la polpa soda, succosa e zuccherina, e al palato è decisamente a metà strada fra una mela e una pera, un binomio che la rende speciale e gustosa. La buccia può essere gialla oppure marroncina, in entrambi i casi con una schiera di lentiggini a fare da sfondo!

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La coltivazione del pero

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Come per tutte le piante da frutto, al trapianto scavate una buca, concimate e poi inserite le radici e innaffiate abbondantemente. Quando la pianta di pero è ancora piccola ma già produce frutti, è bene aiutarla con dei sostegni in modo da evitare che il peso della produzione la faccia collassare. Stesso discorso vale anche quando una pianta più matura produce tanti frutti in un solo ramo: il rischio che si spezzi è molto elevato, e di solito io utilizzo dei paletti di ferro o delle lunghe assi di legno con la parte superiore intagliata a forma di “V”, per l’appoggio del ramo.

I peri crescono molto se lasciati liberi di farlo, ed essendo una pianta acrotona, svilupperà maggiormente i germogli apicali superiori rispetto a quelli inferiori. Ha un apparato radicale abbastanza superficiale, e non è raro vedere peri sradicati dal vento! In generale, i peri hanno una forma dei rami molto particolare, diversa da qualsiasi altra pianta. Hanno infatti linee più morbide e tondeggianti, le ramificazioni sono più grassottelle e meno spigolose.

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il pero

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Una questione di sclereidi

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Vi è mai capitato di assaggiare una pera e trovare all’interno della sua polpa una specie di pallina dalla consistenza dura, fastidiosa in bocca? Si tratta appunto di una sclereide, ovvero un’incursione di tipo pietroso, una specie di nodulo che va a formarsi in modo naturale e ha la funzione di portare rigidità ai tessuti. Queste cellule morte si trovano sopratutto nelle pere e nelle mele. Ecco svelato il mistero!

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Le avversità

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Di solito alla caduta delle foglie e alla ripresa vegetativa in primavera, nebulizzo sulla pianta un insetticida bio, poi quando il frutto è formato ma non maturo, per combattere la mosca della frutta faccio un ulteriore trattamento. A parte l’attacco degli insetti, fra le avversità più comuni che colpiscono i peri c’è la ticchiolatura, che purtroppo conosco molto bene. C’è ben poco da fare, perché il fungo che causa la malattia è tosto, e se non si interviene subito c’è il rischio che attacchi tutta la pianta. Dipende dal clima e da un andamento stagionale piovoso e molto umido, con consistenti sbalzi di temperatura. Tra le soluzioni più in uso c’è sicuramente quella di eliminare, all’inizio, le foglie e i frutti colpiti e usare magari fungicidi adatti. Ma il fattore vincente, come spesso ripeto, è la scelta di cultivar resistenti e adatte al clima!

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A presto!

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 7 Agosto 2020