Il melograno
Il melograno

Il melograno

Dolci, succosi e pieni di sapore i frutti del melograno annunciano l’inizio dell’autunno. Possiamo, infatti, iniziare ad assaporarli verso la fine di settembre per gustarli fino alla fine di dicembre.

Siete proprio sicuri di conoscerne tutte le proprietà? Scopriamole insieme:

Innanzitutto per capire se i frutti sono maturi bisogna osservare bene il colore della buccia, quando si tinge di rosso possiamo esserne certi: è il momento giusto per consumarli. È bene controllare la maturazione, perché, così come accade per tutti gli altri frutti, tanto maggiore è il grado di maturazione tanto più il frutto si arricchisce di sostanze nutritive importanti per l’organismo.

La pianta (Punica granatum) originaria dell’Asia orientale è ormai presente nell’intera Macchia mediterranea ed è utilizzata sia per i suoi frutti che a scopo ornamentale. I semi sono avvolti da una polpa carnosa, di colore rosso o bianco e dal sapore dolce, che ne rappresenta la parte edibile. La polpa è costituita principalmente da acqua rendendo questo frutto ottimo per contribuire al bilancio idrico e migliorare l’idratazione durante la giornata. Consumare dei frutti ricchi in acqua è importante, soprattutto nei mesi freddi dove l’apporto idrico giornaliero è spesso inadeguato (si consigliano almeno 1,5 L di acqua al giorno).

Oltre ad essere ricchi di acqua, l’elevato contenuto di fibre li rende ottimi per chi soffre di stitichezza. La polpa è un concentrato di vitamina C e polifenoli (tra i quali spicca l’acido gallico) entrambi forti alleati contro i radicali liberi.

In più, questi simpatici chicchi contengono potassio e magnesio, minerali fondamentali per la salute delle ossa, della contrattilità muscolare e soprattutto in prima linea per la riduzione della sensazione di stanchezza e affaticamento.

Per quanto riguarda l’apporto calorico, va sottolineato che 100 g apportano circa 70 calorie, quindi è possibile inserirli in diete ipocaloriche o in regimi alimentari più restrittivi badando che la porzione corretta indicata dalle Linee guida è di 150 g.

I numerosi studi evidenziano proprietà antitumorali, ipoglicemizzanti, antidiarroiche dei chicchi freschi, mentre il succo sembrerebbe un interessante rimedio naturale per i disturbi della menopausa. Il succo, che si ottiene dalla premitura dei semi, infatti, grazie alla presenza di sostanze estrogeniche, sembrerebbe ridurre gli sbalzi d’umore tipici di questa fase della vita, aiutando le donne nel trattamento della depressione.

L’estrema versatilità in cucina lo rende un ingrediente base di numerose preparazione culinarie sia dolci che salate. I chicchi, ad esempio, possono essere usati per arricchire yogurt, per preparare sorbetti, biscotti ma anche per insaporire insalate e nella preparazione di risotti (famoso è il risotto alla melagrana dove il succo è utilizzato per portare ad ebollizione il riso).

Curiosità: in diverse culture l’albero di melograno rappresenta il simbolo della fertilità e dell’abbondanza, questo perché la numerosità dei chicchi simboleggia la produttività, la ricchezza e appunto l’abbondanza. In alcune zone della Grecia è ancora considerato di buon auspicio regalare un albero di melograno ai novelli sposi come simbolo di prosperità.

Controindicazioni: nonostante non apporti quantità rilevanti di purine, l’eccesso di fruttosio del frutto può rendere difficoltoso lo smaltimento dell’acido urico, principale responsabile dei problemi legati all’iperuricemia, per tale motivo non è consigliato superare la porzione di 150 g/die, soprattutto in persone che soffrono di questa patologia. Inoltre, a causa della sua acidità se ne sconsiglia il consumo ai soggetti affetti da reflusso grastroestrofageo o con acidità gastrica.

Dott.ssa Ornella Donnarumma Biologa Nutrizionista 

Data pubblicazione: 10 Novembre 2020