I cambiamenti climatici colpiscono il mondo agricolo
I cambiamenti climatici colpiscono il mondo agricolo

I cambiamenti climatici colpiscono il mondo agricolo

Per la maggior parte delle persone i cambi repentini delle temperature non significano un granché, se non il fatto di rispolverare o meno il cappotto e rimettere le t-shirt nell’armadio. Il mondo agricolo, invece, è molto sensibile ai capricci del tempo, tanto che il futuro della propria produzione si basa appunto sul meteo. Se quindi a una prima occhiata una giornata soleggiata seguita da una giornata fredda può sembrare qualcosa di passabile, non lo è affatto, ed è presto detto il perché.
Il freddo e il maltempo che stanno colpendo l’Italia, infatti, sono deleteri e non passano certo inosservati agli occhi attenti di chi per mestiere ha le mani in pasta nella terra.

cambiamenti climatici nei campi


Perché il tempo influenza in modo così aggressivo il mondo agricolo?

La domanda, per chi non è esperto, sorge spontanea. Il punto focale è sicuramente il fatto che le piante da frutto, risvegliate e ridestate dal caldo di una falsa primavera avvenuta tra febbraio e marzo, si sono rimesse in carreggiata e hanno iniziato a produrre le gemme (da frutto e da foglia), che proprio in queste settimane si sono aperte riempendo di colori e profumi gli orti e i frutteti. Purtroppo, però, le temperature che si sono abbassate in fretta, il maltempo, il vento e le piogge, unite al freddo e addirittura al ghiaccio, sono state delle grandi batoste che hanno colpito la produzione e la vita stessa degli alberi. Come potrete quindi intuire, i fiori sono caduti, i frutti che si stavano formando sono andati persi e le piante in generale non stanno per nulla bene.

Ma non è solo un discorso frutticolo, perché anche le coltivazioni e le verdure seminate o trapiantate non se la vedono molto bene in questo periodo con i continui sbalzi termici e i cambiamenti climatici: tra le gelate fuori stagione del terreno e tutto il resto, la situazione non è delle migliori e sono in molti a far slittare di parecchie settimane le normali semine. E il problema non si ferma nemmeno qui, perché tutti gli insetti utili e soprattutto le api, risvegliate a loro volta dalle temperature miti, ora come ora potrebbero morire per il freddo, o andare incontro a una morte per insufficiente nutrizione se nella loro zona i fiori delle piante sono andati persi o caduti.

Abbiamo quindi pesanti perdite anche tra le file degli impollinatori più importanti nella sfera agricola. Non è cosa da poco, se si calcola che è grazie a loro se le piante producono i frutti (ve ne parlo infatti qua: Gli insetti utili in agricoltura e la lotta contro i parassiti ). In più anche le malattie fungine, come la bolla del pesco, possono sorgere più forti che mai con l’instabilità climatica, e avevo scritto proprio un articolo a riguardo che trovate qui: La bolla del pesco: è possibile eliminarla?
La situazione è quindi parecchio grave: veder bruciare via dal freddo la propria produzione è un evento che porta al non avere un guadagno effettivo su ciò che si coltiva con fatica e passione. Molti alberi, tra l’altro, avendo già i piccoli frutti sviluppati in anticipo, si troveranno poi spogli, e avranno ben poco da offrire.

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Di chi è la colpa di questo clima così instabile?

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Non è un segreto che il mondo abbia subito, nella sua lunghissima storia, tanti cambiamenti climatici e abbia passato ere con diverse temperature che si sono modificate con lo scorrere degli anni. Se prima, però, la questione era una modificazione dettata dalla natura, ora siamo anche noi a metter mano a questi sbalzi. Gas serra, inquinamento e varie emissioni sono da inserire come cause che permutano l’ambiente inevitabilmente.

L’impatto di questi cambiamenti climatici è disastroso, e impegnarsi anche con piccoli gesti verso uno stile di vita più sano e meno inquinato non è impossibile. Il clima infatti non è solo influenzato da elementi del tutto naturali, ma anche dall’uomo, che aumenta a dismisura l’effetto serra che coesiste già in modo naturale, e causa quindi anche un aumento dei fenomeni meteorologici estremi. Se anche centinaia di anni fa, quindi, si sono verificati fenomeni del genere e diversi cambiamenti climatici, non significa comunque che sia qualcosa da ignorare o che non ci riguarda, perché volente o nolente noi siamo responsabili della salute della Terra!

A presto,

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 26 Marzo 2020