Cavolfiori: quale miglior ortaggio da coltivare nell’orto?
Cavolfiori: quale miglior ortaggio da coltivare nell’orto?

Cavolfiori: quale miglior ortaggio da coltivare nell’orto?

Tra i miei ortaggi preferiti, ci sono sicuramente i cavolfiori. Ho superato da anni la fase “non voglio sentir nominare questo ortaggio”, e dopo averli finalmente apprezzati, ho iniziato a coltivarli. Se non avete mai visto una pianta di cavolfiore, rimediate, perché è diversa da come la si immagina. Ha uno sviluppo fogliare pronunciatissimo (si arriva fino a 60 foglie, lo potete vedere dall’immagine di copertina!), e assomiglia all’inizio quasi a una pianta di coste. Per molto tempo infatti avrà la caratteristica di mostrare solo la chioma, finché in mezzo a tutta la selva inizierà a formarsi il corimbo, ovvero la “testa” che poi è la parte di pianta che andremo a raccogliere e mangiare.

Può avere forme e colori diversi, non esistono solo le classiche varietà bianche, ma tutte hanno una particolarità che non passa inosservata: queste piante sono infatti famose perché riescono a prevenire il cancro se consumate anche in quantità minime ma costanti.

Sono importanti per il sistema immunitario e oltre ad assumere un ruolo antiinfiammatorio, riescono anche a disintossicare il corpo dalle tossine. Curiosi di capire come coltivare queste piante così speciali? Tirate su le maniche: è arrivata l’ora di mettere le mani nella… terra!

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COME COLTIVARE IL CAVOLFIORE

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Come prima vi ho accennato, i cavolfiori hanno bisogno di molto spazio per svilupparsi, tant’è che se mettete le piante troppo vicine otterrete poi ortaggi striminziti. Se quando comprate le piantine di cavolfiore vi viene naturale lasciare poco spazio dato che sono davvero piccoline, è proprio il caso di dire che l’aspetto inganna. Bisogna infatti lasciare almeno quasi un metro tra le file e fino a ottanta centimetri sulla fila. E’ questo il trucco più semplice ma essenziale per questi ortaggi. Il terreno perfetto è quello a medio impasto, e se si parla di trapianto il mese giusto è settembre (o più avanti per alcune varietà), mentre la raccolta avverrà da novembre in poi (ma anche in primavera per le varietà più tardive), quando si vedrà la testa molto grande e piena.

Come sempre, vi consiglio di concimare il terreno prima di mettere a dimora le piante, e poi di controllare ed eliminare l’eventuale malerba che andrà a nascere successivamente.

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UN ARCOBALENO DI COLORI

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Non solo bianco, ma anche arancione, rosa e viola. Le varietà sono diverse, e riescono a sorprenderci proprio con colorazioni particolari. Quest’anno, oltre al classico cavolfiore bianco, ho acquistato e trapiantato qualche piantina rosa, e ho notato che sono più resistenti agli attacchi degli insetti, e si presentano più forti. Non so se è stato un caso fortuito, ma sono molto curiosa di vedere poi questi ortaggi a pieno sviluppo. La promessa è infatti che il corimbo sarà rosa, e cambierà colore diventando viola intenso dopo la cottura, mentre il resto della pianta non si distingue dalle varietà classiche.

Mi aspetto grandi cose, dato che è la mia prima volta con questo colore. Se avete intenzione di coltivare i cavolfiori, potete quindi provare a piantare le diverse qualità e osservare quelle che rispondono meglio con il vostro clima e terreno. Se infatti la raccolta andrà a buon fine, il prossimo anno credo proprio che un bel pezzo del mio orto sarà rosa…

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LE AVVERSITA’

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Non si scappa agli insetti, quelli ghiotti delle foglie dei cavolfiori! Se vi ritrovate la pianta bucherellata, dovete intervenire subito, per evitare il propagarsi del fenomeno con un insetticida specifico. Non è certo facile, dato che spesso e volentieri il periodo di sviluppo dei cavolfiori cade in pieno con il periodo delle piogge e dell’umidità, quindi i trattamenti potrebbero non avere pieno effetto, ma non abbattetevi, l’importante, comunque, è che la parte che andremo a raccogliere sia intatta! Tutto ciò che rimane del cavolfiore dopo la raccolta, ovvero le foglie, le potete dare a galline e anatre se possedete questi animali, dato che ne vanno ghiotti! Oppure, altra soluzione, li potete utilizzare in cucina: un cibo sicuramente anti-spreco!

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Alla prossima!

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 8 Novembre 2020