Carote: curiosità e consigli per farle nascere!
Carote: curiosità e consigli per farle nascere!

Carote: curiosità e consigli per farle nascere!

L’argomento di oggi sono le carote🥕, tra gli ortaggi più conosciuti e utilizzati in cucina. Ciò che consumiamo non sono altro che radici, che si sviluppano e ingrossano sottoterra. Utilizzate fin dall’antichità, sia per la facilità di coltivazione e i benefici, le carote erano anche considerate alimenti con qualità particolari e, tra virgolette, magiche, con effetti contro le malattie o usate addirittura insieme ad altre piante per interrompere le gravidanze. Se infatti prima erano considerate più un medicinale, ce ne sono voluti di anni prima che la carota fosse riconosciuta per quello che è: un alimento a tutti gli effetti!

La svolta avviene verso il 1500, e da lì in poi la coltivazione di questo ortaggio ha preso sempre più piede. Per fortuna, oggi sappiamo molto bene quali sono le proprietà della carota, abbronzante e antiossidante, ma anche piena di molte altre vitamine, che insieme formano un mix scoppiettante di difese perfette per l’organismo. Le carote, inoltre, non hanno scampo a una bella leggenda che le vede come protagoniste. Le loro inflorescenze erano infatti considerate speciali: favorivano il concepimento, ma i fiori, per “funzionare”, dovevano essere colti durante la luna piena! Da notare che le carote fanno i fiori nel secondo ciclo della loro vita, dopo due anni, e difficilmente in campo (o nell’orto) si raggiunge questo stadio, perché le carote devono essere sradicate molto prima!

.

La semina delle carote

.

Coltivare queste radici è di una semplicità disarmante. Di solito io le semino nell’orto, e quest’anno ho provato a farlo in due periodi diversi. La prima volta in primavera, facendo file verticali, distanziate tra loro. La seconda volta a fine estate, poco tempo fa, spargendo questa volta i semi sul terreno vangato e rastrellato (la foto di copertina vi mostra proprio le carote in questione!). In questo caso mi sono trovata meglio, e quindi mi sento di consigliarvi questo metodo: le carote saranno non solo più “libere” di crescere, ma si svilupperanno meglio e avranno poi tutt’altre dimensioni. L’importante è non esagerare con la semente, appunto per evitare un sovraffollamento che potrebbe impedire alle radici di crescere bene e distanziate.

Non vi preoccupate se dopo anche più di una o due settimane non vedete spuntare nulla: le carote hanno i loro tempi e a volte se la prendono con fin troppa calma. L’unica cosa che fa la differenza è il terreno: deve essere piuttosto sabbioso, ed evitate di fare trapianti: dove seminate, lasciate. Il periodo perfetto per la semina può essere individuato in più epoche: dalla primavera all’autunno, l’importante è che questi ortaggi non debbano soffrire il caldo.

.

L’erba tra le carote

.

Il vero problema, quando si parla di carote, è tutta l’erba che, inevitabilmente, crescerà tra una piantina e l’altra. C’è ben poco da fare, se non rimboccarsi le maniche e, con molto olio di gomito, mettersi a eliminare a mano (o con l’aiuto di piccoli sarchiatori manuali) le varie malerbe presenti. Non è un lavoro facile, perché impiega tempo e ruba energie, ma se volete far respirare le piante è necessario! Tra l’altro, per evitare malattie e/o problemi vari, è meglio cambiare di anno in anno la posizione di semina delle carote, quindi optare per un’altra parte del terreno per farle crescere.

.

La raccolta

.

Come vi avevo accennato anche prima, le carote non hanno un ciclo lunghissimo, o comunque non si dovrebbe mai arrivare a fioritura. Dopo circa due mesi dovrebbero essere pronte, per capirlo conviene comunque strapparne qualcuna per osservare lo stadio. L’importante è non lasciarle più del dovuto sottoterra: dopotutto sono radici e con il passare del tempo si induriscono, e non sono più tenere. Per facilitare la raccolta vi consiglio di inumidire leggermente il terreno, così la radice è più facile da estrarre.

.

Come conservare le carote appena raccolte

.

Quando raccogliete le carote, se non le consumate subito potete provare con la congelazione. E’ il metodo che uso io, e non faccio altro che pulirle e bollirle in acqua salata. Se le carote sono belle grandi le taglio a tocchi, altrimenti le lascio intere. Stanno in acqua il tempo necessario ad ammorbidirsi, aspetto quindi che cuociano e poi le scolo attentamente e successivamente le metto nei sacchetti di plastica per il freezer. Più semplice di così! Una volta scongelate sono praticamente già pronte per essere saltate in padella, senza doverle bollire ancora!

.

A prestissimo! 🥕🥕🥕

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 9 Ottobre 2020