Barbabietola: come coltivarla nell’orto?
Barbabietola: come coltivarla nell’orto?

Barbabietola: come coltivarla nell’orto?

La barbabietola non è forse il primo ortaggio che potrebbe venirci in mente di coltivare nell’orto, ma per chi ne è ghiotto (o è incuriosito) ha senz’altro un ottimo motivo per provare e iniziare! La barbabietola più “famosa” è quella da zucchero, che produce l’alternativa allo zucchero di canna, e ha per l’appunto un consolidato mercato mondiale, ma soprattutto europeo. Per rimanere in tema di dolcezza, e dato che siamo sotto San Valentino, non posso non raccontarvi la leggenda celtica che vede protagoniste le barbabietole. Si credeva infatti che se la stessa barbabietola veniva mangiata da due persone diverse, quelle si innamoravano! Bene, ora che sapete come conquistare la vostra preda, non vi resta che scoprire come far crescere questi ortaggi rossi come… l’amore!!

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I diversi tipi di barbabietola

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Come avrete capito, non esiste solo una varietà di barbabietola, ma diverse. Se quella da zucchero è conosciutissima, lo è meno quella da foraggio. Già dal nome lo si capisce: coltivata per gli animali, non è adibita all’uso alimentare umano, e viene largamente utilizzata appunto negli allevamenti. Abbiamo poi la barbabietola da orto, quella che si consuma in insalata, e per finire la barbabietola da foglia (le piante sono chiamate anche coste), dove la parte più importante, ovvero la radice, in questo caso passa in secondo piano, per dare più spazio alla parte aerea che si innalzerà voluminosa. Il gusto delle coste è molto simile a quello degli spinaci, anche se un po’ più saporito, con una consistenza più corposa.

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Un po’ di curiosità

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In natura ha un ciclo biennale, ma solitamente si raccoglie la radice molto, molto prima, quando è finita la fase vegetativa e si sono accumulate tutte le sostanze necessarie a ingrossare la parte radicale. Se si attende, nel secondo anno si vedrà lo sviluppo dello scapo fiorale ramificato, dove si formeranno le infruttescenze, utili se si fa la racconta della semente. La barbabietola è una pianta da rinnovo, e quindi largamente utilizzata anche nell’avvicendamento.

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Coltivare la barbabietola

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La semina è primaverile (si parla di febbraio-marzo-aprile, quando si ha la sicurezza che non ci saranno più gelate), e va fatta direttamente sul terreno scelto, senza passare prima per i vasetti. È importante questo passaggio, perché un trapianto potrebbe far poi sviluppare male le radici. È una pianta che si adatta bene a qualsiasi terreno, l’importante è che abbia una buona concimazione ben carica di azoto, perché questo elemento va a influire sulla qualità. Vanno benissimo i compost casalinghi, l’humus accumulato durante l’estate o anche il letame. I semi possono essere sia sparpagliati che messi a file, a circa 2-4 centimetri di profondità, con un irrigazione ben studiata, dato che il terreno non deve mai seccare.

L’utilizzo di sementi di varietà resistenti è sempre consigliato, per avere una maggiore resistenza. E la raccolta? Va effettuata quando la radice raggiunge le dimensioni che preferiamo, senza sforare i dieci centimetri di diametro. Durante la crescita si svilupperanno anche le foglie (voluminose), che possono essere consumate.

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Le malattie

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Le avversità principali sono il virus della rizomania, che colpisce la radice compromettendo la produzione, la cercospora, che colpisce invece le foglie e le rovina con macchie necrotiche. Per combatte questi problemi è consigliabile coltivare piante forti e tolleranti, ma soprattutto fare rotazioni colturali, e quindi evitare di seminare la barbabietola sempre sullo stesso terreno. Anche gli afidi e le nottue fanno la loro parte, e si possono utilizzare insetticidi bio per combatterli.

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A prestissimo!

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 13 Febbraio 2021