Agricoltura biologica e integrata: le differenze
Agricoltura biologica e integrata: le differenze

Agricoltura biologica e integrata: le differenze

Sempre più prodotti alimentari hanno la dicitura “da agricoltura biologica” o “da agricoltura integrata”, ma la confusione in merito al vero significato di queste parole è sempre più oggetto di ricerche. Il contributo dell’agricoltura alla sostenibilità è focalizzato nell’utilizzo di tecniche che preservano e difendono i valori della natura, facendo uso, nel limite del possibile, di elementi rinnovabili e di lavorazioni intelligenti. In modo semplice, voglio quindi rendervi partecipi di uno stile di coltivazione che fa la differenza e che produce alimenti, dalla carne alla frutta e verdura, presenti sempre più spesso nelle nostre tavole. Pronti a intraprendere questo viaggio nel mondo dell’agricoltura?

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Agricoltura biologica

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Questo tipo di agricoltura prevede il minor uso possibile di sostanze chimiche, ed elimina del tutto le sostanze chimiche di sintesi, ovvero ciò che è creato artificialmente in laboratorio e utilizzato poi nell’ambito della concimazione, o come agro farmaci, diserbanti, concimi con azoto solubile, eccetera. È un tipo di agricoltura che pone in primo piano la coltura nella sua naturalità, e cerca di promuovere i vantaggi derivanti da una migliore gestione del terreno. I suoi punti forti sono l’utilizzo di piante resistenti e adatte al clima, rotazioni con altre colture che aumentano in modo naturale la sostanza organica del terreno e che aiutano anche a non stancare la terra stessa proponendo sempre colture uguali.

Anche l’uso di insetti utili (ve ne ho parlato in questo articolo: Gli insetti utili in agricoltura e la lotta contro i parassiti ) e la pratica del sovescio (approfondisco l’argomento qui: Cos’è il sovescio e perché è indispensabile farlo) sono altri due punti focali dell’agricoltura biologica.

Un vantaggio extra va alle aziende che praticano l’agricoltura mista, ovvero che hanno sia produzioni animali, che vegetali, in questo modo gli effluenti zootecnici vengono utilizzati come elementi fertilizzanti. Tutto questo è regolamentato da regolamenti che vanno rispettati alla lettera, dove se si vuole coltivare “bio” bisogna aderire a una legislazione ben precisa, motivo per cui le aziende che producono biologico sono sotto controllo per constatare se effettivamente seguono le regole, cosa che purtroppo non sempre succede. Tra le indicazioni più importanti da seguire, oltre a quelle citate prima, vi è anche il principio di intervenire nelle colture solo quando si supera una certa soglia, e quindi di non fare trattamenti se non è strettamente necessario. È ammesso l’uso di concimi minerali con fosforo, potassio, magnesio e calcio. Come avrete capito, questo tipo di agricoltura non esclude del tutto l’uso di sostanze chimiche, ma ne incoraggia un impiego contenuto.

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Agricoltura integrata

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Anche in questo caso si parla di una razionalizzazione degli interventi chimici, riducendoli al minimo, e di un minor utilizzo di fertilizzanti. In questo caso esistono i Disciplinari di Produzione Integrata (DPI), contenenti tutte le norme italiane regionali (ogni regione ha la sua) che regolano l’agricoltura integrata e vengono aggiornati di anno in anno. Questo tipo di agricoltura è precorritrice della biologica, ed è stata accolta positivamente dagli agricoltori negli anni passati anche grazie ai contributi erogati per incentivarne l’adesione. Non esclude l’uso di sostanze chimiche, che siano di sintesi o meno, ma ne riduce l’uso al minimo. È quindi meno sostenibile che la biologica, ma di grande importanza comunque, dal momento che promuove a tutti gli effetti l’ambiente e la sua salvaguardia. Nell’integrata, quindi, si fa uso di tutto ciò che è legale, ma con l’accortezza di limitare gli interventi e le dosi.

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Altri tipi di agricoltura sostenibile

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L’agricoltura biologica e quella integrata sono i due principali tipi di agricoltura che aiutano l’ambiente. Sono i più utilizzati, certo, ma non gli unici. In lista, infatti, merita di essere citata anche l’agricoltura di precisione. Ve ne avevo parlato in questo articolo, L’importanza dell’agricoltura di precisione , e la sua caratteristica principale è che strizza gli occhi al passato, rivelandosi paladina della modernità. Infine, ma non per ultima, non posso non citare il tipo di agricoltura più naturale esistente: l’agricoltura biodinamica. Anche in questo caso, avevo approfondito l’argomento in tre precedenti articoli, che trovate rispettivamente qui: Che cos’è l’agricoltura biodinamica? – Parte prima, Che cos’è l’agricoltura biodinamica? – Parte seconda: i preparati & Che cos’è l’agricoltura biodinamica? – Parte terza: gli estratti. Questo tipo di agricoltura è famosa per la sua completa naturalità.

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La carne o il latte: come possono essere bio?

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I prodotti di origine animale si intendono biologici quando gli animali vengono nutriti con alimenti coltivanti appunto nella modalità biologica. Quindi, per esempio, nel caso delle vacche, il foraggio e i cereali che vanno a costituire il loro nutrimento sono coltivati secondo disposizioni, al fine, poi, di certificare la carne e il latte come bio!

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Spero di avervi incuriosito con questa full-immersion nel mondo dell’agricoltura sostenibile!

Alla prossima,

Laura Ravarotto

Data pubblicazione: 31 Luglio 2020